La Mia Prima Nintendo Switch

La Mia Prima Nintendo Switch

Nel corso della mia carriera videoludica, ho sempre guardato con un po’ di scetticismo le console Nintendo, reputandole non adatte al tipo di esperienza che cercavo.
Ho anche provato a cambiare idea acquistando una Wii e successivamente un 3DS ma, purtroppo, non hanno fatto altro che confermare quelli che erano i miei dubbi in merito.
Con lo stesso scetticismo mi sono quindi approcciato a Nintendo Switch e dopo averci giocato per un paio di mesi, queste sono le mie considerazioni.

Hardware

La cosa che più mi ha stupito di Nintendo Switch è quanto essa sembri povera appena tolta dalla scatola, a causa di plastiche grezze e semplici unite ad uno schermo che, da spento, ricorda alcuni dei peggiori tablet Android da pochi euro di origine cinese.

Una volta montato il tutto, però, la sensazione di povertà viene controbilanciata dalla percezione di un’ottima solidità e costruzione generale dei dispositivi, elemento importantissimo pensando a cosa dovrà sopportare nelle mani dei bambini più scalmanati a cui essa sarà regalata.

Anche lo schermo, una volta acceso, stupisce per luminosità e rappresentazione dei colori, preferibile quasi rispetto al giocarci usando una TV.
Alcuni potranno storcere il naso riguardo la risoluzione di “soli” 720p, ma posso garantire che non si sente assolutamente il bisogno di avere un numero maggiore di pixel, forse solo di un miglior trattamento antiriflesso nel caso vogliate usarla all’aperto in una giornata d’estate.

 

Ottima solidità e costruzione generale dei dispositivi

 

Software

Switch è una console per giocare, molto più di quanto non siano Xbox One e Ps4 che quasi relegano il videogioco a funzione secondaria rispetto al resto.
Tale accento sulla fruizione di giochi si nota sin dal menù principale, composto da piastrelle che permettono di avviare i titoli giocati recentemente oltre a collegamenti a menù di sistema e poche altre funzioni, niente di più.

Ciò si traduce, di riflesso, in un’ottima velocità generale del sistema: basta inserire la cartuccia del proprio videogioco (o scaricarlo dall’eShop Nintendo) e siamo pronti a giocare, senza dover aspettare aggiornamenti soporiferi o caricamenti eterni.
Ludicamente parlando, in questo periodo sto giocando a The Legend of Zelda: Breath of the Wild (intelligentemente venduto sin dal Day One della console), grazie al quale ho riscoperto quella piacevole voglia di giocare e giocare ancora che credevo perduta e che grazie a Switch ho potuto riassaporare.

Si potrebbe criticare il fatto che i titoli presenti siano pochi rispetto alla concorrenze ed è vero, ma se vediamo quelli già usciti, come lo stesso Zelda, Splatoon 2, Arms o Mario Kart 8 e li uniamo a quelli che usciranno, come ad esempio un certo Super Mario Odissey, scopriamo che da un punto di vista meramente qualitativo, Nintendo non ha niente da imparare dalla concorrenza.

 

Basta inserire la cartuccia del proprio videogioco e siamo pronti a giocare

 

Fisso Vs Portatile

Smontati i Joycon ed inserito il corpo principale della macchina nella dock collegata alla nostra TV, ci troviamo infatti di fronte ad una console da salotto a tutti gli effetti.
Possiedo una TV Samsung 4K da 55″ e devo constatare che la resa a schermo non è delle migliori (l’output massimo selezionabile è di 1080p), ma allontanandosi la qualità percepita migliora sensibilmente, nonostante non siamo neanche vicini ai livelli offerti da Xbox One S e Ps4 Pro.

Il processore integrato, l’Nvidia Tegra X1, sebbene non di primissimo pelo, garantisce prestazioni comunque soddisfacenti ed apprezzabili con pochi e sporadici rallentamenti facilmente trascurabili in questa modalità.
Comodi i Joycon che, essendo indipendenti, ci permettono di assumere posizioni anche assurde, oltre a poter essere inseririti nell’adattatore incluso che li trasforma in un pad “quasi” normale, efficace ma semplicemente troppo piccolo rispetto ciò a cui siamo abituati.

 

Uno dei punti di forza è la possibilità di poter giocare ovunque lontano dalla propria TV

 

Uno dei punti di forza di Nintendo Switch è la possibilità di poter giocare ovunque lontano dalla propria TV ogni volta che vorremo.
Ho apprezzato tantissimo la facilità con cui tale soluzione è stata integrata, in quanto basta sfilare la console dalla sua dock, collegare i due Joycon ai lati della stessa e siamo pronti ad esplorare Hyrule in tutta la sua magnificenza.

Tutto perfetto quindi? Non proprio, perché alcuni aspetti tradiscono quella che personalmente definisco una portatilità a metà.
Oltre al già citato schermo che soffre i forti riflessi, l’autonomia stessa della console ci riporta immediatamente coi piedi per terra, garantendo in media solo 3 ore di gioco prima della necessità di trovare una fonte di corrente (almeno con Zelda: Breath of The Wild questa è la durata della batteria).
Gli stessi Joycon, una volta collegati alla console, si trovano in una posizione troppo ravvicinata e verticale rendendo la presa non proprio comoda e sostenibile per lunghi periodi. La situazione migliora di poco scollegando (di nuovo) i Joycon ed appoggiando la console su di un tavolo tramite il (fragile) stand integrato, ma lo schermo da 6″ non può fare miracoli e saremo comunque costretti a stare molto vicini ad esso rendendo parzialmente vano il tentativo.

Conclusioni

In definitiva ho apprezzato molto questa Switch, segno di una Nintendo che ha saputo imparare dai propri errori (così come Frank ci spiega nel suo articolo “Nintendo Switch: Un Ritorno al Successo“) offrendo quello che i consumatori volevano, una console con cui divertirsi nel modo più semplice possibile.

Sarò sincero, nutrivo pochissime speranze in Nintendo Switch e nella sua capacità di riuscire a farmi apprezzare il suo mondo, eppure console alla mano, non posso fare altro che ammettere quanto mi stessi sbagliando.
Non c’è mai stato un solo momento in cui mi sia pentito dell’acquisto, motivo per cui la consiglio a chiunque voglia provare una nuova esperienza di gioco.
Vi assicuro che con Switch vi divertirete come non vi capitava da tanto tempo, ed in fondo è questo quello che conta, no?

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Angelo De Filippo

Spinto da infinita curiosità, muove i suoi primi passi nel mondo della tecnologia aspettando che le cassette del Commodore 64 caricassero i suoi primi videogiochi. Non è un sognatore, è un Gamer.

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