Ritorno al Passato – Shadows of the Damned
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Ritorno al Passato – Shadows of the Damned

Shadows of the Damned

Una delle argomentazioni che mi ritrovo più spesso ad osservare riguarda la mancanza di originalità dei titoli odierni rispetto alle vecchie glorie del passato con sviluppatori e publisher che preferiscono sempre più affidarsi a schemi collaudati piuttosto che proporre idee nuove o, perché no, azzardate.

Personalmente mi ritengo parzialmente d’accordo con tale linea di pensiero perché, seppur sia vero che negli ultimi anni abbiamo assistito ad un appiattimento generale da parte dell’offerta videoludica, non si può dire che non ci siano stati titoli capaci di spiccare per la loro stravaganza ed unicità.

Tra coloro che calzano in questa categoria, uno dei miei preferiti è senza dubbio Shadows of the Damned, ideato e creato da un vero e proprio dream team composto dai ragazzi di Suda 51 (creatori di No More Heroes), Akira Yamaoka (autore delle musiche della saga di Silent Hill) e Shinji Mikami (papà di Resident Evil).

 

Noi impersoneremo Garcia Hotspur, affermata rockstar di giorno e cacciatore di demoni di notte, impegnato ad attraversare l’Inferno nel tentativo di salvare la sua ragazza Paula dalle grinfie di Fleming, Signore degli Inferi.

Ad aiutare Garcia nella sua caccia ci sarà Johnson, demone reietto dallo spiccato accento britannico e dalla facile battuta sempre pronto a fornire le sue personali osservazioni sugli eventi di cui è suo malgrado testimone.

Pur partendo da premesse di sicuro già usate in passato, la storia viene dipanata in un modo così assurdo da riuscire a farci sempre esclamare un soddisfatto “WOW” in ogni momento grazie a situazioni al limite del paradossale e con personaggi splendidamente caratterizzati, primo su tutti il protagonista Garcia sempre spavaldo e sfrontato nei confronti dell’orrore che si troverà ad affrontare.

Vi è una piacevole e costante presenza di umorismo a condire i vari contesti in cui ci ritroveremo e che riesce a garantire situazioni di genuino divertimento al giocatore (la sezione del Big Boner meriterebbe un gioco a se).

 

Sono questi i motivi che mi spingono a ritenere Shadows of the Damned un titolo originale e fuori dagli schemi grazie appunto alla sua capacità di voler continuamente sorprendere il giocatore con situazioni folli ed inaspettate, sempre pronto a stupire ed osare riuscendo perfettamente in quello che dovrebbe essere l’obiettivo finale di qualsiasi videogioco: divertire.

Ritornando a quanto detto in apertura, molto spesso ci si trova nella situazione di voler a tutti i costi  trovare un’idea nuova e potenzialmente vincente per poter emergere dalla massa mentre Shadows of the Damned riesce perfettamente nell’intento di dimostrare come non servano rivoluzioni radicali quanto piuttosto il coraggio di osare e di sfuggire, almeno per una volta, alle pressanti logiche di mercato proponendo personaggi curatissimi ed una storia folle il cui unico limite è dettato dalla fantasia.

Nel caso in cui riusciste a trovarlo fatelo vostro senza remore, l’Inferno non è mai stato così divertente da attraversare.

Voto: 8

PRO:

-Voglio essere Garcia Hotspur!

-Trama assurda e demenziale ma sorprendente

-Personaggi e situazioni al di sopra della media

CONTRO:

-Alcune sezioni puzzle un po’ forzate

-Gameplay un po’ legnoso

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Angelo De Filippo

Spinto da infinita curiosità, muove i suoi primi passi nel mondo della tecnologia aspettando che le cassette del Commodore 64 caricassero i suoi primi videogiochi. Non è un sognatore, è un Gamer.